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C’è una canzone che dice “I ran to the forest, I ran to the trees, I ran and I ran, I was looking for me”.

Per me NY doveva essere il posto in cui scappare e invece appena sono arrivato ho capito che in realtà ho smesso di correre.

4 giorni fantastici in una città che è uno stato mentale. Vago, l’amico perfetto anche quando ti fa alterare e quella sensazione nuova di essere felice in viaggio, ma ancora più felice di tornare.

Vago mi aveva scritto: “fino a marzo magari succede che partirai ma avrai un motivo per cui voler tornare”. Manco fosse una veggente di quelle che leggono la mano nei sottoscala a Broadway, Vago aveva ragione.

Arrivato in aeroporto 6 ore prima, non vedo l’ora di attraversare l’oceano, aprire la porta e sentirmi dopo tanto tempo bene… e a casa!

P.s.
1. Un fine settimana in America forse è un po’ troppo da pazzi, quando superi il jet leg devi affrontare quello del ritorno
2. Sono tutti talmente tanto obesi che io mi sento magrissimo
3. Se dici che sei italiano e parli della Sicilia ti regalano pure la nonna in carrozzella
4. Incrociate le dita affinchè il pazzo e la famiglia di rednecks non siano sul mio volo

Morning Sex Society

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Quando sei all’università ti puoi permettere di fare sesso a qualunque orario e in qualunque luogo del tipo: alle 15:45 nella lavanderia di Portonaccio.

Per poter continuare ad avere questo privilegio ho provato a fare il giornalista free lance con appuntamenti erotici tra una proiezione e l’altra, solo che puzzare di sesso in conferenza stampa non mi ha permesso di fare un salto di livello diventando un giornalista vero.

Per questo e per colpa di un contratto a tempo indeterminato, ho scoperto il magico mondo della fiatella. Quando lavori e non torni mai a casa per cena, l’unica cosa da fare è il morning sex: deciso, intrigante, eccitante… ma un po’ puzzolente.

Inoltre, essendo io un orso doc, sono anche quello che si sveglia più tardi, quindi non posso nemmeno sgattaiolare in bagno per un lavaggio dei denti flash e ogni mattina mi tocca solo sperare che il Coinquiletto abbia l’alito più pestilenziale del mio.

Altra sfiga? La sveglia. Ne punto sempre due: una alle 7.05 e l’altra alle 7.15. Calcolando che sono senza mutande intorno alle 7.08, state certi che alle 7.10 suona il primo reminder.

Manco fossi una contorsionista cinese, afferro il cel e lo spengo rilanciandomi nel bunga bunga fino alla seconda sveglia, quella delle 7.15, seguita dal doppio reminder 5 minuti dopo, un vaffanculo intorno alle 7.25 e un “Cristo si!”  (ma di gioia) alle 7.30.

Quello che faccio dalle 7.35 all’ingresso in ufficio è finalmente lavarmi i denti e cercare di levarmi il sorriso da ebete dalla faccia.

Dite ciao!

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OK, sappiate che il Coinquiletto è tipo due mesi che si legge sul blog e se l’è fatto scappare solo ieri.

Bene, calcolando che ho scritto solo gli sfoghi dico: bene (diventando di un colore rosso Pompei).

Salutatelo anche voi! Ciao Coinquiletto!

Equilibrio

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“Alcune volte, perdere l’equilibrio per amore, è parte del vivere una vita equilibrata”

Mangia, prega, ama

Io questo fine settimana ho camminato sul filo di un giocoliere. Mi sono svegliato e ho sentito parole che non avrei pensato di dover sentire e non ho saputo rispondere. Io l’amore non lo so fare. So sentire la passione tra due corpi, la voglia di sentirlo vicino, baciare come se fosse l’ultima volta, e poi provare a correre sulla fune. Ora sono nel mezzo. 

Perdere l’equilibrio è la cosa più bella, e un po’ mi sento come lei, pronta a saltare dal trampolino per tuffarmi in una bacinella da cui non uscire.

È una sensazione carica, come quando passi la mano sulla fiamma dell’accendino, sapendo che potresti scottarti, ma corri il rischio solo per sentire il calore che fa. 

Sto perdendo l’equilibrio, ma solo per ritrovarlo.

Cornucopia delle emozioni

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Ci pensavo l’altra notte quando avevo dimenticato che il 2013 è l’anno della leggerezza sotto il segno della bussola: Milano vive in una costante opulenza di sentimenti. 

È una cornucopia di emozioni, una lampada di Aladino tagliente come una sciabola. Basta attingere ed eccoti servito: hai a tua disposizione quello che cercavi. 

L’amore ricercato diventa semplice ricerca di qualcosa, ma anche quando l’hai trovata lasci aperta la possibilità di cercarne altre nuove che aggradano di più.

È l’opulenza, e noi siamo tutti un po’ peccatori. È il fast love. Prendo travolgo e poi “i cestini sono in fondo alla saletta, nella zona buia”. 

Che poi a me l’opulenza, proprio come parola, ha sempre fatto cagare.

Statement

#1 Se mi devi dire “sei ingrassato?” pensa prima alle tue budreghe che escono dai jeans e cerca di state zitta

#2 Se non vuoi una relazione non fare finta che stiamo insieme perché io ne voglio davvero una e tu fai un po’ come te pare

#3 Sto bene con me stesso quindi non instillate in me le vostre ansie che se fossi stato uno psicologo avrei il conto in banca con più di 60 centesimi

#4 E si, lo ammetto, Lana Del Rey mi piace assai e Beyoncé mi sta troppo sul culo

#5 Ma più che altro devo ricordarmi che se voglio qualcosa, l’unica cosa che può bloccarmi sono io

Fake Bear

Uno pensa che se incontra un ragazzo nel locale più orso del mondo, come minimo quel ragazzo sente un cicinin di appartenenza al mondo bear… e invece non è sempre così.

Il barista per cui avrei sicuramente dato anche la dignità continuava a messaggiarmi e io, piacevolmente rispondevo. Carino, simpatico, interessante… è andata bene finché non ci sono andato a cena.

Arriva vestito in stile elfo, carino era carino, ma un minimo di pelo me lo aspettavo e invece zero. Ordiniamo una mezzochilata di sushimi e cominciano subito i primi “Toooopppp” e “Ma favolosoooo”. Quando è partito “l’adoroooo” selvaggio e le desinenze femminili ho visto il mio sogno orso svanire. Uno pensa di uscire con un bear, e si ritrova a tavola con un care bear… cose da denuncia.

Dopo il ristorante mi chiede se volevo andare a bere qualcosa da lui, ma fortunatamente avevo i brividi della febbre: salvato in calcio d’angolo… e speriamo che il prossimo orso lo sia davvero.